Interventi

Kenya – ricostruzione dormitorio orfanotrofio di Mambrui


In Kenya  Fondazione Santina finanzia la ricostruzione di un dormitorio bruciato per dolo a Mambrui . Il costo della realizzazione è di Euro 15.000, cifra interamente offerta dalla generosità di Carlo Olmo che ringraziamo di cuore.

I. LA RICHIESTA DI SUOR NADIA MONETTI PER L’ORFANOTROFIO ASANTE SANA CHILDREN’S HOME MAMBRUI-LAMO ROAD KENYA


Carissimo presidente della fondazione Santina e tutti i collaboratori,  Grazie dell’aiuto che donate ai più bisognosi e a i poveri che vivono nelle frange della nostra società. Siate sempre persone attente che guardano fuori della finestra del vostro cuore per vedere e scoprire le persone che attendono la mano per chiedere la carità. Noi siamo un gruppo di volontari “ Asante Sana” che cercano di lavorare per il bene dei bambini orfani e ammalati di AIDS. L’orfanatrofio di Mambrui e situato a 16 chilometri da Malindi Kenya e grazie all’aiuto e il sostegno finanziario di amici è stato ultimato nel 2008. Oggi la struttura accoglie 120 bambini orfani e ammalati di AIDS.  La comunità è gestita da uno staff Kenyota ed è diretta da Piera Chiodi. Noi suore Piccole Figlie di San Giuseppe sosteniamo spiritualmente i volontari lo staff e i bambini e bambine che sono la nostra priorità. Il 29 Dicembre abbiamo avuto un grande incidente ed il dormitorio delle bambine ha preso fuoco lasciandoci tutti a bocca aperta.

Siamo state sconvolte a guardare il fuoco che bruciava tutti i nostri anni di sacrifico e di lavoro. Noi abbiamo guardato in cielo e abbiamo ringraziato il Signore che tutti i bambini erano stati salvati e riuniti in cerchio a pregare, perché qualcuno potesse spegnere le fiamme infernali che distruggevano non solo le cose materiali, ma anche lo spirito. Molta gente era venuta in soccorso, ma anche loro sono stati spettatrici di questo disastro. Piera ci ha abbracciato tutti e ci ha detto: “ Noi ricostruiremo il nostro dormitorio e lo faremo ancora più bello e più dignitoso”. Con l’aiuto di tante persone siamo riuscite a ricostruire il dormitorio, ma per terminarlo abbiamo ancora bisogno di 15,000 euro. Questa somma servirà per fare i pavimenti del dormitorio e dei bagni, le porte, le finestre, dare il colore a tutta la struttura, l’impianto elettrico ed idraulico. Noi desideriamo terminare il progetto entro settembre, perché le bambine non hanno dove dormire e per il momento le piccole dormono nel dormitorio dei maschi e i maschi sono stati sistemati in una casa dei volontari. Noi vi ringraziamo se ci potete aiutare a terminare il dormitorio, per continuare ad accogliere queste piccole creature e per poter dar loro un futuro e la dignità di essere uomini e donne del domani. Con affetto, Sr Nadia e amici di Asante Sana.

 

II. PROGETTO RICOSTRUZIONE DORMITORIO BRUCIATO NELL’ORFANOTROFIO DI MABRUI ASANTE SANA CHILDREN’S HOME MAMBRUI-LAMO ROAD, KENYA, SOSTENUTO DA FONDAZIONE SANTINA ONLUS
Roma, 5 Marzo 2020
Quinto Anniversario di istituzione di Fondazione Santina ONLUS

Gent.ma Suor Nadia Monetti Piccole Figlie di San Giuseppe, Nairobi
Gent.ma Sig.ra Piera Chiodi Associazione Asante Sana, Mambrui
Gent.mo Sig. James Kazungu Katana, Associazione Amici di Santina Zucchinelli ONLUS, Kenya
in seguito alla richiesta del 14 Febbraio 2020 pervenuta alla Fondazione e riguardante il progetto per la ricostruzione di un dormitorio nell’orfanotrofio di Mabrui chiamato Asante Sana Children’s Home Mambrui-Lamo Road, Kenya per l’importo complessivo di euro di 15.000 Euro, siamo lieti di annunciare che in data 5 marzo 2020 il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Santina Onlus  all’unanimità ha deciso di approvare il progetto e stanziare l’intera somma richiesta. Siamo felici della valenza simbolica dell’approvazione in una data tanto suggestiva per noi, perché il 5 marzo del 2015 nasceva Fondazione Santina ONLUS e, dopo un quinquennio, tale progetto è per noi tanto bello quanto significativo e ci spinge a dire che, se i lavori saranno realizzati con cura, chiarezza e puntualità, vorremmo in futuro continuare a starvi vicino con altri interventi a favore dei bimbi orfani e affetti da HIV. Ci sprona a queste considerazioni anche l’accoglienza che avete dato ai tre piccoli orfani SANTINA, RAMSI E NORA, che tanto hanno sofferto, ed in particolare, siamo lieti per la piccola Santina a cui la mamma Everlyne aveva dato nome di Santina proprio in onore di Santina Zucchinelli.

QUANTO SOPRA PREMESSO, PRECISIAMO LE CONDIZIONI DEL NOSTRO ACCORDO:

  1. La somma sarà suddivisa in tre rate, sulla base degli stati di avanzamento dei lavori:
    PRIMA RATA EURO 5.000
    SECONDA RATA EURO 5.000
    TERZA RATA EURO 5.000
  2. Le spese bancarie di esecuzione dei bonifici saranno, come nostra usanza e con accordo con la nostra banca OUR, a nostro carico.
  3. Le tre rate saranno erogate sul conto corrente sulle seguenti coordinate bancarie da Voi indicateci:

Currency: EURO
Beneficiary bank: EQUITY BANK
Swift Code: EQBLKENA
Credt to Nome del conto: ST JOSEPH DELEGATION OF EAST AFRICA
Accont numero : 0620270692335 OLKALOU BRANCH
Correspondent bank :CITIBANK N.A. FRANKFURT
SWIFT CODE: CITIDEFF IBAN DE48502109004116931007

  1. A fronte di tali nostre erogazioni richiediamo di attenersi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà. A fronte di ogni rata bonificata ci necessita:
  • Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma.
  • Puntuale rendiconto delle spese sostenute e ricevute delle stesse.
  • Documentazione fotografica dello stato dei lavori.

Al termine dei lavori chiediamo di apporre una targa della nostra Fondazione che sarà nostra premura inviare. Si stabilirà insieme una data per l’inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, guidata dal Presidente, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà. Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Fondazione, come avviene per tutti i progetti: www.fondazionesantina.org Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendiamo  da Voi:
Gent.ma Suor Nadia Monetti Piccole Figlie di San Giuseppe, Nairobi
Gent.ma Sig.ra Piera Chiodi Associazione Asante Sana, Mambrui
Gent.mo Sig. James Kazungu Katana, Associazione Amici di Santina Zucchinelli ONLUS, Kenya
una risposta firmata da Voi in ogni pagina alla presente lettera nella quale si conferma di accettare le quattro condizioni qui menzionate. Anche a nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione, vogliamo esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.
MONS. LUIGI GINAMI
PRESIDENTE
IL TESORIERE
Dott. Luigi Pacini
LA SEGRETARIA
Dott.ssa Brunella Torti
ADDETTO AL PROGETTO
Dott. Giampietro Teodori

Ecco una tabella riassuntiva dei nostri pagamenti all’orfanotrofio di Mambrui:

RATA DATA IMPORTO EURO 
PRIMA RATA 11 MARZO 2020 Euro 5000
SECONDA RATA 7 APRILE 2020 Euro 5000
TERZA RATA 11 MAGGIO 2020 Euro 5000
TOTALE   EURO 15.000

E,  come sempre, qui di seguito, metteremo i bonifici delle tre rate e la documentazione inerente i lavori. In data 11 marzo 202o viene inviato prima rata di pagamento di euro 5000.

PRIMA RATA EURO 5000 EROGATA 11 MARZO 2020


SECONDA RATA 7 APRILE 2020 – Dopo aver ricevuto puntuale rendicontazione dell’invio della prima rata di Euro 5000, che si può leggere qui  , il nostro tesoriere Luigi Pagina in data 7 aprile 2020  firma un secondo ordine di bonifico con il quale i lavori possono procedere e realizzare anche il grande logo di Fondazione Santina Ecco il secondo bonifico:

TERZA RATA 11 MAGGIO 2020 – In risposta a tale versamento la Signora PIERA CHIODI ci fa pervenire un report che si può leggere qui, nel quale si mostra l’impiego sapiente del nostro denaro. A fronte di tali ricevute si provvede ad inviare la terza ed ultima rata di Euro 5000 in data 11 maggio 2020:

 
A seguito del terzo invio la SIGNORA PIERA CHIODI ci invia le ricevute di come sono stati spesi i rimanenti Euro 5000, da noi inviati. Tali ricevute si possono leggere sia cliccando qui  che cliccando qui.  Ora, quando le frontiere saranno aperte, si potrà prevedere il primo viaggio dopo COVID19 per inaugurare tale struttura. 

III. UN MALEDETTO BEACH BOY APPICCA IL FUOCO AL DORMITORIO DELL’ORFANOTROFIO DI MABRUI IN KENYA
La scassata moto di Lazzaro percorre la strada piena di buche e mi fa sobbalzare sulla sella. Rigorosamente siamo tutti e due senza casco, come avviene in Africa. La moto si può fermare da un momento all’altro e il sole non è ancora sorto. Sono le 5,30 del mattino e abbiamo appuntamento con Jimmy alla fermata dell’autobus scassato per Garissa. L’aria frizzante del mattino mi sveglia dalle sole cinque ore di riposo a pezzetti per il caldo, per le emozioni provate nel primo incontro con Santina. La strada ė tranquilla. Vicino alla pista sterrata ci sono pali che reggono i fili dell’alta tensione ai quali non avevo mai fatto caso. Assorto nei miei pensieri, con sul volto la frizzante aria dell’aurora, a un certo punto vedo uno stanco uccello nero che appare nel cielo che si sta tingendo di rosso, svolazza tra gli alti alberi, ma non calcola bene la traiettoria e sbatte contro i fili dell’alta tensione… Assisto, attonito, a una scena che non avevo mai visto!


Nel momento in cui tocca i fili il povero volatile si trasforma in una palla di fuoco e un rumore assordante mi fa pensare a una bomba, complice la palla infuocata che cade per terra con il triste odore della carne bruciata. Sobbalzo sulla sella, Lazzaro abituato a queste scene scoppia a ridere e mi dice: “Gigi, quell’uccello non si è neppure accorto di morire”. In effetti la palla infuocata per terra sembra tutto tranne che un animale. La moto raggiunge la strada e corre più veloce. Il bellissimo cielo africano mi regala lo spettacolo di una aurora piena di colori: rosa, rosso e arancione. Una tavolozza insomma di colori sul blu del cielo che sta diventando sempre più azzurro. Respiro a pieni polmoni l’aria fresca del mattino e, con l’aria, in miei occhi respirano i colori e li portano nel cuore… In questi viaggi tanto estremi e duri c’è sempre il regalo artistico della natura che ti dipinge nel cuore il desiderio forte di Dio. Mi stupisco del mio stupore! Non è anche questo stupore, la capacità di meravigliarsi, un segno della esistenza di Dio? Gli animali e le piante non sono capaci di meraviglia e la meraviglia è molto più dell’intelligenza, è una facoltà che ha a che vedere con il mistero, non con il problema!

La mia meditazione mattutina dura meno di un’ora, il tempo di trovarmi alla fermata del pullman per Garissa. Qui, invece, di meditazione ce n’è ben poca, ma è un’estenuante, fastidiosa e tediosa prova di sopportazione. Altre volte ho descritto il viaggio da Msabaha a Garissa, ma ogni volta mi mette a dura prova. Per spiegarmi in modo sintetico. Cancella dalla testa l’idea di un pullman e fatti l’idea di un camion per trasporto animali, più o meno e ti dico… è meglio il carro bestiame. Jimmy si arma di pazienza e, mentre aspettiamo l’arrivo del coloratissimo pullman da Mombasa, mi dice che dovremo sopportare solo quattro ore in piedi e che poi ci potremo sedere, ecc… Il buon ragazzo ci prova con tutta la buona volontà a farmi ingoiare l’amara pillola ma non ci riesce. Troppe volte abbiamo preso insieme ‘sto carro bestiame, ammassati e stretti in modo tale che, se respiri più forte, lanci il tuo vicino fuori dal finestrino.

Il pullman arriva… Posti a sedere 56. Bene! A prendere quel pullman siamo in 78! Gigi non sparare cazzate, è impossibile! Beh, c’è un breve video che mostra la follia di questo viaggio. Sette ore in cui ringrazi Dio se finisci vicino a un finestrino, se il caldo non supera i quaranta gradi ma, mentre cerchi disperatamente il finestrino aperto, una folata di polvere arancione ti fa sparare un paio di parolacce perché ti ritrovi tutto, ma proprio tutto incipriato… E così, tra una tetta di una cicciona islamica coperta fino agli occhi, il braccio di un vecchio che si ostina a tenere il suo bastone nerboruto sul tuo ginocchio perché non c’è posto per appoggiarlo, la faccina di una bimba che sta ciucciando al seno di un’altra musulmana, ti senti bombardato per tutto il terrificante tempo dalla lingua somala, dal kiswahili del Kenya e dagli strampalati dialetti del luogo. Davanti a me bela una capra incazzata e, dietro le mie spalle, due pulcini pigolano vicino alla gallina che ha le zampe legate. Praticamente sei nell’occhio di un ciclone e, quando scendi, ringrazi Dio di aver creato il mondo fuori. Una pisciatina tra capre assonate con un pastore somalo dallo sguardo truce che si chiede: ‘Cosa fa un muzungo qui in questo pezzo di inferno?’.

Piano piano scompare la bella costa e ti trovi in una specie di arida pianura dove pastori somali pascolano il loro sparuto e magro gregge. La terra non è molto generosa per la siccità e il calore. Non siamo lontani da Dadaab Refugee Camp, uno dei campi profughi più grandi del mondo, circa 380.000 persone! Giuro che un viaggio pazzesco così non lo dimentichi e ti spacca le palle più di un lunghissimo volo aereo Madrid-Lima! Soprattutto impari le differenze del Kenya: quello degli idioti europei che giungono nei più ridicoli modi sportivi per provare a tutti che loro sono di casa in Kenya, il Kenya dei saluti cretini di ‘Jambo’ appresi dal bellissimo film del Re Leone, oppure dei Beach Boy, così chiamati, un’orda di stronzi negri (ripeto per loro la parola dispregiativa ‘negri’, ma la mia Santina è invece nera e guai chi me la insulta) che si fingono amici, si definiscono angeli custodi di tutte le orde di balordi che percorrono le spiagge del Kenya, assistendo alle folcloristiche danze, vanno a fare il safari vestiti nei modi più ridicoli possibile e offrono degli italiani una figura di merda impossibile da sopportare. Io questa gente la odio, ma di più odio questi Beach Boy. Questi Beach Boy e questa manica di italiani senza le palle le caricherei su questi carri bestiame… Basterebbero nove ore per far capire cosa è il Kenya e la vita vera del Kenya! Dopo Bura Tana il viaggio si fa più confortevole e, con Jimmy, stiamo comodissimi seduti in due su un unico posto. Figuratevi l’anziana donna seduta nel corridoio vicino a noi come sta: da una parte la bottiglia di plastica d’acqua comperata da Jimmy e, dall’altra parte, un assurdo complesso stereo acquistato da un ragazzo sulla costa! Torniamo ai Beach Boy da cui prende nome questo report. Durante questo assurdo viaggio ho nel cuore un grande dolore, vi racconterò più in là il mio primo incontro con la mia piccola Santina. Questo paragrafo è dedicato proprio a un delinquente.

La storia è proprio amara e non mi va giù. Ieri con Jimmy ci siamo recati a trovare Santina, Ramsi e Nora. Siamo riusciti a farli ospitare in un orfanotrofio da Suor Nadia… Le condizioni in cui vivevano erano davvero tristi: sporchi, malcurati e anche malnutriti. Portavo con me un certificato rilasciato da un responsabile statale che diceva l’assoluta indigenza dei bimbi. Questa carta è decisiva per il loro ricovero in orfanotrofio. Consegno la carta a Suor Lucy a Mambrui e lei si fa molto triste. Le chiedo cosa abbia… Mi dice: “Vieni con me prima di vedere i bambini”. Nella parte destra dell’orfanotrofio c’è un grande dormitorio. Bene, vedo quel dormitorio completamente devastato dal… fuoco! Timidi lavori di ricostruzione si stanno facendo e i maschietti sono stati spostati in un’altra parte. Parliamo di un orfanotrofio per un centinaio di bambini aperto nel 2008 e del quale suor Nadia è responsabile.

L’anima dell’orfanotrofio è Piera Chiodi: praticamente un mito! La più bella italiana del Kenya che, dopo aver provato come milioni di italiani, il Kenya della vacanza cretina ha cambiato vita e ora dedica la sua esistenza al bellissimo orfanotrofio dove pulsa come il suo cuore. Bene, dovete sapere che la fama di Piera, ormai non più giovanissima, si è sparsa per gli alberghi della ricca Malindi e periodicamente lei riceve visite di italiani che lasciano qualcosina, magari non molto… ma meglio di niente. Bene, proprio un gruppo di questi italiani, amici di Piera, vanno a visitarla… e da chi sono scortati? Da uno di questi angeli custodi di Beach Boy. Angeli custodi non sono, sono ‘demoni custodi’! Gli ignari turisti ritornando lasciano credere all’idiota di aver lasciato chissà quanti denari! Lui, ‘sto bastardo di merda, torna all’orfanotrofio chiedendo la sua parte!!!! Le suore rispondono che i turisti non hanno lasciato nulla se non piccole offerte. Lui non ci crede e inizia a chiedere il loro telefono. Le buone suore dicono che non hanno nessun telefono! Lui se ne va stizzito minacciando: ‘Vedrete cosa vi succede!’. Dopo poche ore ecco l’incendio… Questo mi fa male, mi fa molto male. Pura cattiveria, distillato di cretineria, di un ragazzino cretino che distrugge un’opera tanto bella e tanto buona. È vero, l’Africa è piena di italiani idioti che vanno al mare solo per scopare o italiane insoddisfatte che si recano in Kenya non proprio per scopi caritatevoli. Se è vero che in Kenya ci sono degli angeli come la piccola Santina o le buone suore, è anche vero che questi demoni assaltano, rubano, fanno a pezzi tutto ‘sto ammasso di cojoni che sbarcano a Malindi vestiti da safari già da Roma o Milano. Guardo suor Lucia: “Dai, chiama suor Nadia a Nairobi”. La giovane suora chiama la sua superiora: “Ciao don Gigi, sei contento che ti abbiamo preso Nora, Ramsi e la tua Santina?”. “Sono felicissimo, sono davvero contento di questa sistemazione… Qualcuno in Italia mi ha detto che sarebbe proprio intenzionato ad adottare la piccolina, ma per il momento va proprio bene così anche per Nora e Ramsi. Ascolta, ho visto il casino che ti ha fatto quell’idiota di Beach Boy.

Non ti preoccupare, te lo rifacciamo noi, il dormitorio, con 15.000 euro. Va bene? Piera mi aveva detto che si era bruciato il dormitorio, suor Lucy mi ha detto chi pensate sia stato… Io ti dico: ti do 15.000 euro, ma facciamolo subito nei prossimi mesi. Va bene?”. “Don Gigi, io vengo a Mabrui giovedì. Ci vediamo alle 5 nell’orfanotrofio?”. “Ci sarò senz’altro, e… ascolta: prima mettiamo a posto questo disastro, poi rimettiamo in ordine una stanza con bagno così in un futuro so dove potrei fare qualcosa di bene!”. Suor Nadia ride divertita per la battuta della stanza, ma questa sua aria apparentemente divertita nasconde la felicità di aver trovato qualcuno che aiuta nella ricostruzione del dormitorio e vi devo dire, in questa serata calda di Garissa in cui, pieno di sonno, sto scrivendo, che anche nel mio cuore è nata tanta ma tanta felicità e, addormentandomi, penso alla piccola Santina che tra poco tempo vedrà ricostruire il dormitorio. Questa ricostruzione porterà proprio il suo nome… meglio, non solo il suo ma anche quello della vecchia Santina che, in paradiso, sta morendo dalle risate. Vi lancio dall’Africa questo report e cerco di dormire. Domani, alle 9, ci sarà l’inaugurazione della biblioteca da noi costruita con l’aiuto di Carlo Olmo; poi la visita alle cinque famiglie delle bimbe che hanno avuto mutilazioni genitali; poi il carcere di Garissa; poi la Messa all’ università. Il prossimo 2 aprile saranno cinque anni dalla strage degli islamisti di Al Shabaab che ammazzarono 148 ragazzi solo per il fatto che erano cristiani. UNA DOMANDA SCRITTA TUTTA IN MAIUSCOLO: MA, DOPO CINQUE ANNI, CHI SI RICORDA DEI MARTIRI DI GARISSA? Nessuno! Le morti in Africa non hanno lo stesso valore delle morti in Europa e così abbiamo anche martiri di serie A e martiri di serie B! Io sto con i martiri di serie B. E… Buona notte da questo luogo di martirio, da questo luogo imbevuto di sangue, sangue versato per il nome di Gesù!