Interventi

Vietnam Rete elettrica per il villaggio di Khe Nhao


In Vietnam Fondazione Santina finanzia la costruzione di una rete elettrica  per il villaggio di Khe Nhao nell’area di Yen Bai, al nord del Vietnam. Il costo della realizzazione è di Euro 5.000, cifra offerta dalla generosità di Carlo Olmo. L’incontro con Carlo Olmo è stato miracolo e mistero, ecco in un breve video come è avvenuto:

Chi volesse approfondire come sia avvenuta la donazione di Carlo, troverà dettagliatamente la spiegazione nella nostra pagina web che abbiamo costruito per l’evento tanto misterioso e miracoloso. Qui di seguito potrete vedere la causale del bonifico fatta da Carlo in modo che a tutti sia chiaro da dove vengono i soldi. Ecco la causale del versamento.

Ho proposto a Carlo di destinare Euro 5.000 dei 50.000 per la costruzione di una rete elettrica in un villaggio che viene descritto qui di seguito. Sono sulla strada del ritorno in Italia con il cuore che scoppi di emozioni raccolte per le strade paludose e polverose del meraviglioso Vietnam. Dopo quattro viaggi di solidarietà finalmente sono riuscito a realizzare quanto realizzato in tutti gli altri paesi in cui siamo presenti. Ho vissuto dieci giorni  da vietnamita, dormendo 5 notti su un pavimento e le alte sul tavolo di legno che qui sostituisce il letto, ho mangiato cane, ho gustato le diverse verdure, mangiato con i bastoncini, usato le loro latrine, respirato la loro polvere e la loro miseria in un caldo umido infernale. Ma al termine di questi giorni con infinita stanchezza scrivo su questo IPad seduto su di una poltroncina in aeroporto le impressione dell’incontro con il villaggio di Ke Nhao e le sue sterminate risaie stese sul dorso delle colline e disposte a grandi terrazze in un panorama da sogno. Un conto è parlare di vita nelle risaie un conto è affondarci il piede nudo e starci per una ora… Basta quello per capire lo sforzo della fatica in quelle condizioni di grande prova e disagio eppure vita comune nella povertà di queste terre dove lo stato comunista non arriva, perché alla fine molto non interessa.

Sono arrivato a Khe Nhao con Men, inseparabile compagna di viaggio per la traduzione e la condivisione di questo pezzo di vita, con Mia sua sorella e con Doan il figlio di Doan dal quale finalmente ho trovato il tavolaccio pulito su cui dormire al posto del pavimento polveroso più esposto ad insetti e rettili. Devo ringraziare di cuore Men per aver organizzato questo viaggio e per essersi presa a cuore il progetto di portare qui elettricità. Arriviamo a Khe Nhao e dopo aver incontrato il leader della piccola comunità cattolica chiedo a lui di poter andare nei campi e incontrare la gente laddove lavora: “Thuan, puoi portarmi nei campi di riso? Voglio incontrare la gente laddove vive dalle e sette del mattino alle sette di sera!” L’uomo mi guarda con piacevole sorpresa e mi dice…”Forse sei il primo straniero che mette il piede in una risaia da queste parti!

Mi meravigli, ma sei mai stato in una risaia del Vietnam?” Lo guardo e rispondo: ” non sono mai stato in una risaia in tutta la mia vita! ” Non sarà piacevolissimo don Gigi. Prima di tutto ti do un cappello… il sole con il riverbero dell’acqua non perdona e poi un paio di stivali. ” facendo così Thuan mi mette intesta un classico cappello a con orientale che usano i contadini e mi porge un paio di stivali luridi. Lo ringrazio gentilmente: “Thuan, la gente normale porta cappello, ma non porta stivali, entra nell’acqua a piedi nudi. Bene io voglio fare come loro!” Il giovane sorride compiaciuto e mi dice: “Tu devi avere qualche rotella fuori posto, ma la gente sarà orgogliosa di te”. Saltiamo in moto e dopo dieci minuti eccoci ai campi. Vi saranno una cinquantina di contadini, bambini, ragazzi adulti: qui i diritti umani non esistono, appena si può lavorare entri nella risaia, perché praticamente nella risaia ci sei nato, tua madre ti portava sulle sue spalle mentre lavorava ed ora che hai otto anni lavori come i grandi. Forse questa abitudine non è poi del tutto sbagliata, come si mangia così si lavora è una legge della natura…è così quando si diventa fecondi si fa famiglia a 15 o 16 anni e si è nonni a 30! Nessuno scandalo, nessun clamore ma la semplice e lineare legge della vita, forse troppo trasformata in civiltà da tutti noi per i quali fino a 18 anni non si può lavorare, poi si deve studiare, poi ci si deve sposare bruciando gli anni più belli della nostra vita ed arrivando a 30 anni, quando questi sono nonni, da grandi bamboccioni con una sfilza di titoli accademici altisonanti, ma senza un soldo in tasca e senza un figlio in pancia. Abbiamo sterilizzato tutti uomini e donne fino all’ età di 30 anni in nome della formazione.

Questa è la richiesta fatta dai contadini in data 26 giugno 2019

Ma se uno spende trenta anni a formarsi ma alla fine non ha un soldo in tasca e un figlio in pancia che cazzo vive a fare? La crisi nostra dipende proprio da questo creare dei senza lavoro, senza figli, frustrati e depressi che nella continua ricerca di costruire futuro intellettuale costruiscono un passato sterile e vuoto e ci si trova a 30 anni con il vento nelle mani… E ci si accorge troppo tardi di aver perso 30 anni di vita. Questa riflessione viene da queste risaie piene di fango di caldo e di sudore, piene di bambini, giovani adulti e anziani, da queste risaie piene di lavoro ma che sono per me un laboratorio di alta umanità. La moto scorre per il sentiero che diventa sempre più stretto a destra e a sinistra gli acquitrini, qualche bufalo grosso è stanco pascola nel prato vicino. E io inizio a respirare la risaia. Prima di tutto quello che soffoca è il calore che emanano le acque stagnanti. Sotto il calore del sole a quaranta gradi l’ acqua diventa calda e produce calore, una sorta di bagno turco. I vestiti si bagnano e ogni sforzo che compi è il doppio di quello che fai ad una condizione normale. Loro sono li con la schiena piegata dalle sette del mattino alle sette di sera: non sanno leggere ne scrivere e sui loro volti bagnati dal sudore  vedi la fatica, la fatica fisica di un lavoro che ti logora. La fatica vera autentica quello che sfibra il corpo noi non la conosciamo, la diciamo inumana, andiamo in palestra per fare fatica. Qui la fatica è la regina! Scendo dalla moto, una contadina alza il capo, la guardo e lei curiosa sorride.

Questo è l’elementare disegno che spiega in cosa consista la rete elettrica

Lascio le infradito, sono a piedi nudi ed il terreno scotta, faccio fatica a resistere mentre mi rimbocco i pantaloni fino alle ginocchia. Thuan mi sorregge, Men Mia e Doan mi guardano stupiti. Devo stare attento, il fango caldo è scivoloso e non vorrei far la fine della signora che è caduta con il suo sederone nel fango al Fiume Rosso! Cammino con cautela, brevi passi. Immergo il mio piede, altri contadini alzano il capo. Thuan li invita a venire. Anche il mio secondo piede è nell’acquitrino, piccoli animaletti nell’acqua si muovono… Il caldo diventa ancora più forte, i miei vestiti sono tutti bagnati. Mi domando, ma dove sono? E questi poveri dannati ci sono? I loro visi mi commuovono, sono visi di gente che conosce la fatica ed il sudore meritano rispetto. Thuan inizia a parlare. “Don Gigi è un prete italiano che ha creato una piccola fondazione, si chiama fondazione Santina in onore della sua mamma. Ha tanto aiutato il Vietnam e ora vuole provare a passare un momento con noi e a condividere quello che voi fate”. Il lavoro dei campi sembra cessare per un momento. La gente si avvicina. Al prete coni piedi nel fango come loro. La commozione mi prende profondamente.

Vi confido una cosa, questi momenti di condivisione mi danno una straordinaria forza interiore, più che incontrare papa Francesco! Mi danno convinzione di essere a contatto con esperienze autentiche quanto dimenticate o drasticamente rifiutate. Non parlo la loro lingua. Come posso fare per dire a loro qualche cosa? Mi interrogo, mentre il caldo mi soffoca, mi interrogo, mentre il sudore scende e la maglietta è attaccata alla pelle, i pantaloni sono fradici e il cappello a cono mi protegge il cervello da un caldo che frigge la pelle. Scende il silenzio nella risaia, Thuan mi guarda attendendo una mia parola. Una contadina è vicina a me, con una camiciola di colore verde e il classico cappello a cono. Appoggio la destra sulla sua spalla, la guardo e poi mi inchino fino all’acqua… lentamente estraggo il suo piede dal fango e il piedino esce, piccolo, coperto di fango e grondante acqua sporca, faccio uno sforzo di equilibrio, non devo cadere e mi devo concentrare su quello che sto facendo! Mi abbasso, arrivo al suo piede sinistro, avvicino le labbra e con forza lo bacio.

Ripongo il suo piede nell’ acqua mi rialzo lentamente, tutta la bocca, le labbra e le guance sono sporche di fango, acqua sporca mi gronda dal volto, negli occhi della donna si è accesa l’ incredulità, lo stupore e poi la gioia. I contadini esclamano oooh! Con quella bocca sporca di fango inizio a parlare e Men commossa traduce: “per  parlare a voi dovevo lavare la bocca, dovevo pulire le mie labbra dalla stupidità della mia vita ed impastarla con il sudore, la fatica ed il lavoro della vostra vita!

Ora che ho la bocca sporca del fango del piede di questa terra, ho il cuore pulito per parlare. Vi dico solo una cosa, grazie! grazie per l’esempio che siete per me è per tutti, voi siete il parafulmine dell’umanità Dio non punisce la nostra stupida vita occidentale, ha pietà di noi perdigiorno stupiti bambinoni perché rispetta troppo la vostra fatica il vostro sudore e la vostra bontà.  Tutto il mondo deve tornare a scuola qui. Ogni occidentale dovrebbe metter i suoi piedi in una risaia per rivedere la propria vita! E da qui guardare a quanto siamo stupidi. Vi voglio bene! Io vorrei con voi recitare il padre nostro. Forse è la prima volta che un prete prega con voi in risaia, Lo facciamo?” la povera gente si toglie il cappello e io inizio “Yanzacha, vacon vatai, Tam. E lentamente con la cantilena vietnamita preghiamo il Padre nostro… Alla fine imparte loro la benedizione. “Ora vorrei venire a salutare ciascuno di voi, uno per uno e mi intratterrò un’ ora con voi, va bene? ma prima vi dico una cosa. Mentre venivo in moto, il vostro leader Thuan mi ha detto che nel villaggio non vi è ancora elettricità e che la più vicina linea elettrica è distante tre chilometri da qui, mi ha chiesto se possiamo fare qualche cosa. Si tratta di euro 5000. Non ho detto nulla a Thuan, ma ora solennemente vi prometto che vi porteremo noi l’elettricità qui, non è molto ma almeno quando la sera nelle vostra capanne accenderete una lampadina potrete ricordarvi di me e della nostra Fondazione Santina e pregare che, se Dio vuole, possiamo fare opere piccole come queste, ma che danno una scintilla di luce all’ umanità”. I contadini felici applaudono e io inizio la mia via crucis per i campi di riso, salutando ad uno ad uno contadini piccoli e grandi e riempiendo il cuore di una enorme gioia, una gioia forte e piena che respiro profondamente nel ristoro del vento del viaggio in moto per ritornare la villaggio e ringrazio Dio di questo dono che non ho meritato. Sceso dalla moto, Men mi raggiunge, mi abbraccia forte e mi dice “Gigi sono orgogliosa di te!” E con le mani mi asciuga il fango secco dalle guance e dalle labbra”.

AGREEMENT RELATING PROJECT CONSTRUCTION OF A POWER ELECTRICITY GRID FOR A KHE NHAO VILLAGE OF NORTH VIETNAM SUPPORTED BY SANTINA’S FOUNDATION
Rome, 12 September 2019
– Reverend: JOSEPH DANG DUC SUY Pastor of Khe Nhao
– MISTER JOSEPH BUI VAN DOAN Yen Bai Parish
– MISS. MARIA THI BUI MEN Rappresentative of SANTINA’S FOUNDATION VIETNAM
on the occasion of the Solidarity Journey of Our Santina’s Foundation – held from 19 to 30 June 2019 – you had made a request to our Board of Directors for 5,000 Euros to build a power electricity grid for the village of Khe Nhao of North Vietnam. I am pleased to CONFIRM what was already resolved on 8th July 2019 by the Board of Directors, meeting in the Rome office of our Foundation. The Board of Directors unanimously on 8th July 2019 reiterates that it will allocate the entire amount requested by you for a total of 5,000 Euros, with the assurance that the power electricity grid for a rice field will have to be completed by 8th july 2020 We will buy USD dollars for total of 5000 euros and you will recive the amount in dollars for this amout of euros. After doing this important premise we recall same conditions of our agreement:

  1. The amount will be divided into two rates:
    FIRST PAYMENT: 2.500 Euros
    SECOND PAYMENT: 2.500 USD Euros
  1. The bank charges of shipping will be, as our tradition, with agreement with our bank OUR, ours, therefore you will receive a full payment of the allocated rates.
  2. The two rates will be disbursed on the current account and bic swift code, and precisely on the following bank details you specify :

– name of the Bank: Agribank, Yen Bai Branch
– account in usd: 8700201006992
– BIC / SWIFT
– Beneficiary / Account Holder: TAN THINH CHURCH
– recipient address
With this background we ask you to abide by some rules we have established for all our charitable and solidarity interventions.

  • For each payment to you, we ask: Receipt of the money by email, including date of receipt of the payment; punctual report of how the money was spent and received for what you spent; Photographic documentation of the state of the works.
  • At the end of the work we ask you to affix our Foundation’s memorial plaque, which we will send to you, with a translation in Vietnam language.
  • A date will be established together for the inauguration of the works to which a small delegation of mine, guided by me, will be present in order to establish deeper and more articulated solidarity relations.
  • Each phase of the project will be rigorously made public on the site of our Foundation as it happens for other projects, on our official site: fondazionesantina.org So that this articulated expenditure plan of ours can be initiated, I look forward to wait from you:
    – Reverend: JOSEPH DANG DUC SUY Pastor of Khe Nhao
    – MISTER JOSEPH BUI VAN DOAN Yen Bai Parish
    – MISS. MARIA THI BUI MEN Rappresentative of SANTINA’S FOUNDATION VIETNAM

a response signed with the sale of all the 3 persons (in all 3 pages) to my letter stating that you accept all the conditions mentioned here . Dearest, also on behalf of the members of the Board of Directors, I want to express my best wishes for good work and also to ensure our remembrance in prayer.
MONS. LUIGI GINAMI PRESIDENTE
IL TESORIERE Dott. Luigi Pacini
IL SEGRETARIO
Dott.ssa Brunella Torti
ADDETTO  AL PROGETTO
Dott. Giampietro Teodori


In data 1 ottobre 2019, avendo ricevuto dal Vietnam il progetto debitamente controfirmato, il nostro Tesoriere Luigi Pacini provvede a comperare USD 2718, 48 per la somma stabilita nel protocollo di Euro 2500 ed ad inviare al conto in banca indicato.

In data 4 ottobre 2019 dal Vietnam giunge a noi la ricevuta dell’accredito di tale somma al cambio di 1 Dollaro in Dong vietnamita di 23.090 come si può vedere nel documento qui sopra riportato.

Ora 2718, 48 dollari moltiplicato 23090 PRODUCE L’IMPORTO IN VALUTA VIETNAMITA PARI A 62.769.703 DONG. L’ultimo documento qui di seguito riportato mostra come dal conto della parrocchia di Yen Bai il parroco abbia erogato il denaro alla piccola comunità parrocchiale di cui il nostro Khe Nhao fa parte.
 

Il documento porta la data del 21 ottobre 2019. Come si può vedere la trafila per giungere a questo piccolo villaggio non è semplice, ma in 20 giorni il denaro è nelle mani dei contadini. Loro sanno di inviare a noi ricevuta di come spenderanno questi soldi. A fronte di tali ricevute sarà nostra cura inviare seconda ed ultima parte del denaro per il progetto. Ecco una tabella riassuntiva dei nostri pagamenti alla parrocchia di Khe Nhao:

RATA DATA IMPORTO EURO 
PRIMA RATA 1 ottobre 2019 Euro 2500 per un controvalore di 62.769.703 DONG
SECONDA RATA    
     
TOTALE    Euro 5000