Preghiera

QUARESIMA 2018 VIA CRUCIS CON SANTINA


LE MEDITAZIONI SONO TOLTE DAL NOSTRO LIBRO: LA SPERANZA NON DELUDE

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La Speranza non delude

Carissima/o,
la nostra Associazione è chiamata a fare un grande balzo di qualità, un salto di qualità umano e spirituale. La nostra esperienza associativa non è filantropica, ma ha l’intento di vivere la Carità autenticamente cristiana, che, come dicevo in una recente omelia in Kenya, si distingue dalla filantropia o solidarietà per il fatto che il cristiano vede nel povero la carne di Gesù. Oltre che al commento al vangelo domenicale che potrai seguire cliccando qui ci siamo accorti che troppo poco facciamo nel campo dell’esperienza di preghiera. Dalla fondazione della nostra Associazione molto abbiamo fatto per gli altri, ma poco abbiamo fatto nel campo della preghiera. La mia proposta è semplice ed in qualche modo esigente: trasformiamo questa Quaresima 2018 in una palestra di esercizi spirituali. Questo tempo santo che oggi inizia deve essere una occasione per momenti prolungati di preghiera. Lo faremo insieme. Sono così a chiedere a ciascuno di voi un forte impegno per la prossima Quaresima cercando di mettere a fuoco Il Carisma dello scarto che è proprio della nostra Associazione. In cosa consiste la nostra quaresima? In qualche cosa di molto semplice. Ogni martedì e venerdì siamo inviati a seguire lo schema qui sotto riportato

  • Nella prima colonna sarà presente un link per la riflessione della durata di 8 minuti di una delle 14 stazioni della via crucis. Scegli un momento di calma nella giornata ti metti davanti al tuo smartphone e fai partire il video e segui la preghiera che ti propongo. Non devi andare in chiesa, lo puoi fare comodamente dove ti trovi… non ci sono scuse. Trova il tempo per pregare, sono solo otto minuti due volte la settimana.
  • Nella seconda colonna è richiesto un forte impegno di rinuncia: saltare un pasto il venerdì, un giorno senza cellulare, visita ad un malato, questo fa parte di un programma di mortificazione cristiano che oltre ad irrobustire il tuo carattere è componente essenziale della carità. In questa colonna  ti verrà messo il motivo del tuo sacrificio: per una delle nostre opere di assistenza.

Dunque, riassumendo le due colonne: la prima è per invitarti a pregare per 8 minuti, la seconda per invitarti ad un sacrificio offerto per una delle nostre opere di solidarietà.Ecco in sintesi la tabella dei nostri 14 impegni di Quaresima:

INTRODUZIONE: http://youtu.be/3FxZ1Yv4Ss0

GIORNO PREGHIERA IMPEGNO
15 febbraio
Giovedì
Prima stazione:
Gesù in agonia nell’orto degli ulivi
Link: http://youtu.be/EQze9lf9afw
– saltiamo un pasto e non mangiamo carne

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità nel costruire una chiesa  in Brasile 

16 febbraio
venerdì
Seconda Stazione:
Gesù tradito da Giuda e abbandonato dai suoi
Link:
http://youtu.be/BRmamPWiqos
– saltiamo un pasto e non mangiamo carne

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità a Lango Baya in Kenya e Msabaha

20 febbraio
martedì
Terza Stazione:
Gesù è condannato dal Sinedrio
Link:
http://youtu.be/FDTPvKAea3w
– Doniamo 5 euro ad un povero per strada

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità in Iraq nella costruzione di un pozzo

23 febbraio
venerdì
Quarta Stazione:
Gesù è rinnegato da Pietro
Link:
http://youtu.be/KMX1-j-GTVk
– Digiuniamo saltando un pasto e non mangiamo carne

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità dell’ asilo di Villa San Roman  in Perù

27 febbraio
martedì
Quinta Stazione:
Gesù è giudicato da Pilato
Link:
http://youtu.be/wkiZFYpaBj8
– facciamo visita in ospedale, o incontriamo un malato solo

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità nell’Ospedale S. Giovanni XXIII di Bergamo(Chagas)

2 marzo
venerdì
Sesta Stazione:
Gesù è flagellato e coronato di spine Link:
http://youtu.be/Q-FzIh_El7g
– digiuniamo saltando un pasto e non mangiando carne

– offriamo preghiera perché il Signore ci conceda di inaugurare il ponte sul delta del Mekong in Vietnam

6 marzo
martedì
Settima Stazione:
Gesù è caricato della croce
Link:
http://youtu.be/rgWa5jiR6Gw
– niente televisione

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità a favore dei 10 bambini adottati in Iraq

9 marzo
venerdì
Ottava Stazione:
Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce
Link:
http://youtu.be/VEiZWWvR6uc
– Digiuniamo saltando un pasto e non mangiando carne

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità a favore dei dieci bambini adottati in Kenya

13 marzo
martedì
Nona Stazione:
Gesù incontra le donne di Gerusalemme
Link:
http://youtu.be/cCf_Xpk-pAg
– nessun caffè nel giorno

– Preghiamo per i dieci bambini che abbiamo adottato a distanza in Messico

16 marzo
venerdì
Decima Stazione:
Gesù è crocifisso
Link:http://youtu.be/8-YFsZa9noY 
– digiuniamo saltando un pasto e non mangiando carne

– offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità a favore dei bambini adottati in Perù

20 marzo
martedì
Undicesima Stazione:
Gesù promette il regno al Buon ladrone
Link:
http://youtu.be/ulCrjsY5DLg
– nessuna sigaretta o spegnere per un giorno il cellulare

– – offriamo preghiera e rinuncia per la nostra opera di carità a favore di Everlyne in Kenya, malata terminale di AIDS, e il sua bambina Santina

23 marzo
venerdì
Dodicesima Stazione: La madre ed il discepolo accanto alla croce di Gesù
Link:
http://youtu.be/40H8as6Nr2Q
– Digiuniamo saltando un pasto e non mangiando carne

– preghiamo per i carcerati del Messico, Kenya e Perù

 

27 marzo
Martedì Santo
Tredicesima Stazione:
Gesù muore sulla Croce
Link:
http://youtu.be/DiTN9jXkXKs
– spegniamo il cellulare per un giorno

– Preghiamo  perché la nostra Fondazione con l’aiuto della Associazione cresca e si irrobustisca per il bene dei poveri
spegnere il cellulare per un giorno

 

30 marzo
Venerdì Santo
Quattordicesima Stazione:
Gesù è deposto nel sepolcro
Link:
http://youtu.be/eNuyMjeX_2g 
– Digiuniamo saltando un pasto e non mangiamo carne

– offriamo preghiera e rinuncia perché la nostra ONLUS aumenti di tanti nuovi e bravi Soci

 

INTRODUZIONE

Vicino al Santuario, vi è a Lourdes una alta collina con quattordici gruppi bronzei raffiguranti le stazioni della via crucis. E’ una strada irta e sterrata, poco adatta alle carrozzine e utilizzata per il percorso della via della croce solitamente da grossi gruppi di pellegrini. E’ il 21 marzo 2008, oggi inizia la primavera, ma oggi è anche il venerdì santo. Nell’anno 2005 il mio venerdì santo era stato celebrato ancora con mamma a Gerusalemme, Lei non aveva preso parte alla troppo lunga e faticosa via della croce, ignara che alcuni mesi dopo Gesù l’avrebbe chiamata ad una ben più dura via crucis i cui segni ancora oggi sono fin troppo evidenti.

Quel venerdì santo di tre anni fa era contrassegnato dalla nostra presenza a Gerusalemme e dal fatto che era il 25 marzo, il giorno della Annunciazione! Dopo tre anni mi trovo a Lourdes con mamma, porto qui la sua esistenza piena di sofferenza, di bontà e di preghiera e porto qui la mia presenza forse un po’ provata dalla forte vicenda di mamma Santina, ma che molto assomiglia ad un impasto di peccati e di precarietà nello schiacciante confronto con la granitica vicenda di fede di Santina.Questa volta la via del Calvario la facciamo insieme. Sono circa le cinque del pomeriggio il tempo è brutto, freddo, grigio e soprattutto piovigginoso con mamma ed Olinda usciamo nella convinzione di andare a recitare il rosario alla Grotta. Compro per mamma un impermeabile da otto euro.Entrato nel sacro recinto del santuario mi assale il prepotente desiderio di non sprecare questa occasione di vivere la salita al calvario, il venerdì santo a Lourdes. L’impresa è un po’ azzardata. Mi nasce nel cuore il desiderio di portare mamma sulla cima di quel calvario. Olinda mi guarda perplessa. Inizia a piovere, piccoli e sparuti gruppi di pellegrini salgono la irta strada piena di sassi. Inizio a spingere la carrozzella e iniziano le difficoltà. Il terreno è irto di sassi e quindi irregolare, di più la pendenza è veramente molto forte. Inizio a spingere e lentamente la carrozzina si muove. Povera mamma, quanti scossoni! Adoramus te Christe ed benedicimus tibi… mamma risponde con un rantolo quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum! Mi trovo tra le mani il testo della Via Crucis scritto dal Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, Vescovo di Hong Kong. Rileggo il cammino della croce percorso da Gesù e percorso da mia madre con le parole del Porporato di una Chiesa carica di sofferenza come è la Chiesa cinese. Questa sera di venerdì santo Papa Benedetto XVI presiede la Via Crucis al Colosseo e le meditazioni sono state quest’anno scritte proprio da questo Cardinale, è il testo con il quale quest’anno interpreto la lunga Via crucis di Santina. Spingo con forza ed ostinazione la carrozzina, che scricchiola e scivola, inizio a sudare e giungiamo alla prima stazione. Nasce così questo testo che è intessuto dalla parola del Cardinale di Hong Kong e dalla testimonianza di Santina e che nella settimana, il venerdì può essere per chi sta leggendo ora un valido strumento per ripercorrere la Via Crucis, su quella Via Crucis, proprio a Gerusalemme tra la terza e la quarta stazione, Gesù cade sotto il peso della croce (III stazione) e Gesù incontra sua madre (IV stazione) sorge il mio appartamento.

PRIMA STAZIONE. MERCOLEDI’ DELLE CENERI 14 FEBBRAIO 2018

Gesù in agonia nell’Orto degli ulivi.
Preghiamo per la nostra opera di carità della costruzione di una chiesa   in Brasile. Saltiamo o pranzo o cena e non mangiamo carne

Meditazione
Gesù sentiva paura, angoscia e tristezza fino a morire. Si scelse tre compagni, che però presto caddero addormentati, e cominciò a pregare, solo: «Passi da me quest’ora, allontana da me questo calice… Però, Padre, sia fatta la tua volontà».Era venuto nel mondo per fare la volontà del Padre, ma mai come in quel momento gustò la profondità dell’amarezza del peccato e si sentì smarrito. Nella Lettera ai Cattolici in Cina, Benedetto XVI ricorda la visione nell’Apocalisse di san Giovanni che piange davanti al libro sigillato della storia umana, del «mysterium iniquitatis». Solo l’Agnello immolato è capace di togliere quel sigillo. In tante parti del mondo la Sposa di Cristo sta attraversando l’ora tenebrosa della persecuzione, come un tempo Ester, minacciata da Aman, come la «Donna» dell’Apocalisse minacciata dal drago. Vegliamo e accompagniamo la Sposa di Cristo nella preghiera

·       In questa stazione il mio pensiero va a Gerusalemme ed al pellegrinaggio che nello scorso ottobre 2007 mi ha portato ad adagiare il corpo martoriato di mamma sulla pietra dell’agonia al Getzemani.  Ero stato diverse volte in quel luogo, ma mai con una persona che era stata in agonia per 109 giorni in terapia intensiva. Alla luce della passata lunga agonia di mamma rivedevo l’agonia di Gesù ed il suo sudare sangue, anche qui a Lourdes, non alla Grotta, ma sulla via del Calvario.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù, Dio onnipotente, che Ti sei fatto debolezza a causa dei nostri peccati, Ti sono familiari le grida dei perseguitati, che sono l’eco della tua agonia. Essi chiedono: Perché questa oppressione? Perché questa umiliazione? Perché questa prolungata schiavitù? Tornano alla mente le parole del Salmo: «Svégliati, perché dormi Signore? Déstati! Non ci respingere per sempre! Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? Poiché siamo prostrati nella polvere, il nostro corpo è steso a terra. Sorgi, vieni in nostro aiuto!» (Salmi, 43, 24-26). No, Signore! Tu non hai usato questo Salmo nel Getsèmani, ma hai detto: «Sia fatta la tua volontà!». Avresti potuto mobilitare dodici legioni di angeli, ma non l’hai fatto.Signore, la sofferenza ci fa paura. Torna in noi la tentazione di aggrapparci ai mezzi facili di successo. Fa’ che non abbiamo paura della paura, ma confidiamo in Te.

SECONDA STAZIONE, VENERDI’ 15 FEBBRAIO 2018

Gesù tradito da Giuda e abbandonato dai suoi
preghiamo per nostra opera di carità della scuola a Lango Baya (Malindi) in Kenya. Digiuniamo saltando un pasto

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L’aula scolastica di Lango Baya

Meditazione
Tradimento e abbandono da parte di coloro che Egli aveva scelto come apostoli, ai quali aveva confidato i segreti del Regno, nei quali aveva riposto piena fiducia! Dunque, fallimento completo. Quale dolore e quale umiliazione! Ma tutto ciò avvenne come adempimento di quello che avevano detto i profeti. Altrimenti come si sarebbe potuto conoscere la bruttezza del peccato, che è appunto tradimento dell’amore?Il tradimento sorprende, soprattutto se riguarda anche i pastori del gregge. Come hanno potuto fare questo a Lui? Lo spirito è forte, ma la carne è debole. Tentazioni, minacce e ricatti piegano le volontà. Ma quanto scandalo! Quanto dolore al cuore del Signore!Non scandalizziamoci! Le defezioni non sono mai mancate nelle persecuzioni. E dopo ci sono stati spesso i ritorni. In quel giovane, che buttò via il lenzuolo e fuggì nudo (cfr Marco, 14, 51-52), autorevoli interpreti hanno visto il futuro evangelista Marco.

·       Nell’anno 2005, oltre al dolore di mamma è stato tanto duro per me affrontare la fuga di tutti gli amici… quando le cose vanno male, tutti scappano! Che desolazione, cerchi conforto davanti alla sofferenza e non la trovi. Nessuno vuole condividere con te il dolore, perché il dolore fa schifo, fa paura, fa ribrezzo, condividiamo con gli altri il successo, ma mai l’insuccesso e così nei momenti bui della vita ti trovi davvero solo, con una madre in fin di vita in ospedale e non sai cosa pensare, dove sono tutti: tutti sono fuggiti?

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Signore, chi fugge dalla Tua Passione rimane senza dignità. Abbi pietà di noi. Noi ci denudiamo dinanzi alla Tua maestà. Mostriamo a Te le nostre piaghe, le più vergognose. Gesù, abbandonare Te è abbandonare il sole. Volendoci sbarazzare del sole, cadiamo nel buio e nel freddo. Padre, ci siamo allontanati dalla Tua casa. Non siamo degni di essere ricevuti di nuovo da Te. Ma Tu dai ordini perché siamo lavati, vestiti, calzati e ci sia messo l’anello al dito.

TERZA STAZIONE: MARTEDI’ 20 FEBBRAIO 2018

Gesù è condannato dal Sinedrio
Preghiamo per la nostra opera di carità in Iraq nella costruzione di un pozzo. Doniamo 5 euro ad un povero per strada, andiamo a cercarlo e troviamolo!

Meditazione
Il Sinedrio era la corte di giustizia del popolo di Dio. Ora questa corte condanna il Cristo, il Figlio di Dio benedetto, e lo giudica reo di morte. L’Innocente viene condannato «perché ha bestemmiato», dichiarano i giudici e si stracciano le vesti. Ma noi dall’Evangelista sappiamo che lo hanno fatto per invidia e odio. San Giovanni dice che, in fondo, il sommo sacerdote aveva parlato a nome di Dio: solo lasciando condannare l’innocente Suo Figlio, Dio Padre poté salvare i colpevoli fratelli di Lui. Attraverso i secoli, schiere di innocenti sono state condannate a sofferenze atroci. Qualcuno grida all’ingiustizia, ma sono essi, gli innocenti, che espiano in comunione con Cristo, l’Innocente, i peccati del mondo.

– Non so se ti è mai capitato di vedere un malato grave in terapia intensiva, in quale situazione si trova di atroce sofferenza? Cosparso di fili e di cateteri, trapassato da aghi, scuro di ematomi. Lacerato da tagli di recenti interventi chirurgici richiusi in cicatrici. Una situazione di squallore e di umiliazione incredibile. Pensa di vedere in quella situazione la persona più cara che hai come tua mamma. Ma perché proprio Lei, perché Lei, perché non io? Perché quelle persone giacciono in quei patiboli e non io? Dopo quei lunghi mesi, quando sono scoraggiato ed afflitto per qualche cosa, torno in terapia intensiva e lì mi metto a pregare. Ogni cosa torna al suo posto! Se molti giovani ed adolescenti andassero in quei luoghi di dolore, forse la loro vita cambierebbe.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù, Tu non Ti preoccupi di far valere la Tua innocenza, intento come sei solo a ridonare all’uomo la giustizia che ha perduto a causa del peccato. Eravamo Tuoi nemici, non c’era modo di poter cambiare la nostra condizione. Tu Ti sei fatto condannare per darci il perdono. Salvatore, fa’ che non ci facciamo condannare nell’ultimo giorno. Iudex ergo cum sedebit, quicquid latet apparebit; nil inultum remanebit. Iuste iudex ultionis, donum fac remissionis ante diem rationis.

QUARTA STAZIONE: VENERDÌ 23 FEBBRAIO 2018

Gesù è rinnegato da Pietro. Preghiamo per la nostra opera di carità dell’ asilo di Villa San Roman  in Perù. Digiuniamo saltando un pasto

Meditazione
«Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò» (Marco, 14, 31). Pietro era sincero quando diceva questo, ma non conosceva se stesso, non conosceva la propria debolezza. Era generoso, ma aveva dimenticato di avere bisogno della generosità del Maestro. Pretendeva di morire per Gesù, mentre era Gesù che doveva morire per lui, per salvarlo. Facendo di Simone la «pietra» su cui fondare la Chiesa, Cristo coinvolse l’apostolo nella sua iniziativa di salvezza. Pietro credette ingenuamente di poter dare qualcosa al Maestro, mentre tutto gli veniva dato gratuitamente da Lui, anche il perdono dopo il rinnegamento. Gesù non ritirò la sua scelta di Pietro come fondamento della sua Chiesa. Dopo il pentimento, Pietro fu reso capace di confermare i suoi fratelli.

·       Tra tutti gli amici, che nelle triste vicende dell’anno 2005 ti hanno abbandonato, ti senti tradito da una persona, da una famiglia in modo così profondo ed irripetibile che con fatica riesci a perdonare ed a dimenticare. Forse sarà capitato a anche a te nella vita… Il terreno è duro e scivoloso, guardo mamma sulla carrozzina con il volto bagnato dall’acqua che scende, ho la camicia fracida di sudore e di acqua piovana, mi avvicino a mamma e la riempio di baci. “Mamma grazie di essere qui con me a fare questa bellissima via crucis a Lourdes, una via crucis che ripercorre tutto il dolore di questi anni”. Olinda prega con noi, mentre consegno a lei oltre che la giacca a vento anche il maglione e la camicia rimanendo in maniche corte. La salita è davvero dura e dobbiamo continuare. Tra grandi scosse, la Santina sale spinta da me quella scoscesa collina della Croce!

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Signore, quando Pietro parla, illuminato dalla rivelazione del Padre, Ti riconosce Cristo, Figlio del Dio vivente. Quando invece si fida della sua ragione e della sua buona volontà, diventa ostacolo alla Tua missione. La presunzione gli fa rinnegare Te, suo Maestro, mentre l’umile pentimento lo riconfermerà roccia su cui Tu edifichi la Tua Chiesa. La Tua scelta di affidare la continuazione dell’opera di salvezza a uomini deboli e vulnerabili manifesta la Tua saggezza e potenza. Proteggi gli uomini che Tu hai prescelto, Signore, perché le porte degli inferi mai prevalgano contro i Tuoi servi. Rivolgi a noi tutti il Tuo sguardo come quella notte a Pietro, dopo il canto del gallo.

QUINTA STAZIONE.: MARTEDÌ’ 27 FEBBRAIO 2018

Gesù è giudicato da Pilato. Preghiamo per la nostra opera di carità all’ospedale di Bergamo per la cura del morbo di Chagas. facciamo visita ad un ospedale e incontriamo un malato solo

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Ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo

Meditazione
Pilato sembrava potente, aveva diritto di vita e di morte su Gesù. Prendeva gusto ad ironizzare sul «Re dei Giudei», ma in realtà egli era debole, vile e servile. Temeva l’imperatore Tiberio, temeva il popolo, temeva quei sacerdoti, che pur disprezzava nel cuore. Consegnò alla crocifissione Gesù, che egli sapeva essere innocente. Nel velleitario tentativo di salvare Gesù, diede pure libertà ad un pericoloso omicida. Inutilmente cercava di lavarsi quelle mani grondanti di sangue innocente. Pilato è immagine di tutti coloro che detengono l’autorità come strumento di potere e non si curano della giustizia.

– Mia madre non ha mai avuto autorità, ha sempre solo fatto la serva: ha lavato i panni sporchi e pulito i pavimenti di famiglie ricche. Nella sua povertà con grande dignità ci ha fatto crescere e con grande bontà ci ha educato. Grazie mamma perché nella tua fragilità, qui a Lourdes mi ricordi che Gesù è morto per noi in croce. E’ per me una grande meraviglia il poterti vedere qui con me a salire il cammino della croce e ripercorrere la tua sofferenza per meglio capire quella di Gesù.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù, con il Tuo coraggio di dichiararti re hai cercato di risvegliare Pilato alla voce della sua coscienza. Illumina la coscienza di tante persone costituite in autorità, perché riconoscano l’innocenza dei tuoi seguaci. Da’ loro il coraggio di rispettare la libertà religiosa. È molto diffusa la tentazione di adulare il potente e di opprimere il debole. E i potenti sono coloro che sono costituiti in autorità, quelli che controllano il commercio e i mass media; ma c’è anche la gente che si lascia facilmente manipolare dai potenti per opprimere i deboli. Come poteva gridare «Crocifiggilo!» quella gente che pur Ti aveva conosciuto  come  amico  compassionevole, che aveva fatto solo del bene a tutti?

SESTA STAZIONE: VENERDÌ’ 2  MARZO 2018

Gesù è flagellato e coronato di spine. Preghiamo perché il Signore ci conceda di inaugurare il ponte sul delta del Mekong in Vietnam. Digiuniamo saltando un pasto

Meditazione
La flagellazione in uso allora era una punizione terrificante. L’orribile flagellum dei Romani strappava la carne a brandelli. E la corona di spine, oltre che causare acutissimo dolore, costituiva anche uno scherno alla regalità del divino Prigioniero, come pure gli sputi e gli schiaffi. Torture tremende continuano a emergere dalla crudeltà del cuore umano — e quelle psichiche non sono meno tormentose di quelle fisiche — e sovente le vittime stesse diventano carnefici. Sono senza senso tante sofferenze.

– La stanchezza per il peso della carrozzina si inizia a sentire, il freddo si fa più pungente, la gente ci guarda con una sorta di ammirazione, questo piccolo corteo che sale il Calvario ripercorrendo la dura Via Crucis di Santina. Quando mia mamma ha incontrato la sua flagellazione e coronazione di spine? Tracheostomia, infezione ai punti di sutura interni sternali, emorragia intestinale, piaghe di decubito che mostrano in evidenza l’osso, acqua nei polmoni, due pesanti interventi chirurgici. Tutto questo hanno fatto scempio ed hanno massacrato il suo corpo. E’ un corpo cosparso di grandi cicatrici quello che sale il Calvario, è una persona che non può più camminare, parlare, muoversi autonomamente, in questa donna io venero la sofferenza della flagellazione di Gesù in questo venerdì santo a Lourdes! Quando guardo il corpo massacrato di mia madre provo un senso di grande ammirazione perché quella fragile donna ha saputo spaccare con la sua bontà la pietra dura di un dolore di cui con fatica capivo il senso. Io ammiro la Santina! Mi chino su di Lei e la riempio di carezze. Prendo tra le mani il suo piccolo visino e lo riempio di baci con qualche lacrima che fortunatamente si confonde con la pioggia che scende e che bagna quella sofferenza. Grazie Signore di avermi portato a Lourdes con mamma in questo stato. Olinda segue in silenzio a distanza di qualche passo.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi

quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
No, Gesù, sei Tu che continui a raccogliere e a santificare tutte le sofferenze: quelle degli ammalati, di coloro che muoiono di stenti, di tutti i discriminati; ma le sofferenze che brillano tra tutte sono quelle per il Tuo nome. Per le sofferenze dei martiri, benedici la Tua Chiesa; che il loro sangue diventi seme di nuovi cristiani. Crediamo fermamente che le loro sofferenze, anche se sul momento sembrano completa sconfitta, porteranno la vera vittoria alla tua Chiesa. Signore, da’ costanza ai nostri fratelli perseguitati!

SETTIMA STAZIONE: MARTEDI’ 6 MARZO 2018

Gesù è caricato  della Croce. Preghiamo per i dieci bambini che abbiamo adottato a distanza in Iraq.Niente televisione

 Meditazione
La croce, il grande simbolo del cristianesimo, da strumento di punizione ignominiosa è diventata vessillo glorioso di vittoria. Ci sono atei coraggiosi che sono pronti a sacrificarsi per la rivoluzione: sono disposti ad abbracciare la croce, ma senza Gesù. Tra i cristiani vi sono «atei» di fatto che vogliono Gesù, ma senza la croce. Ora senza Gesù la croce è insopportabile e senza la croce non si può pretendere di essere con Gesù. Abbracciamo la croce e abbracciamo Gesù e con Gesù abbracciamo tutti i nostri fratelli sofferenti e perseguitati!

·       L’acqua scende molto forte, guardo mamma avvolta nel grande impermeabile che mi appare ancora all’asciutto. Tocco sotto la maglietta completamente bagnata e trovo la piccola teca che contiene una garza impegnata del suo sangue, sparso nel portare con fierezza la sua croce. Ecco un brano di quei terribili giorni che mi viene alla mente“Mamma apri gli occhi! Rispondi!” So che la povera donna non può parlare perché ha il tubo della tracheostomia… in gola. Sono costretto ad ascoltare un assordante silenzio che mi entra nel cuore e che provoca in me commozione fortissima. Apre con fatica gli occhi, mi riconosce… spalanca forte gli occhi dolci! E… con enorme fatica accenna ad uno straziato sorriso. Cerca di parlare, ma invece tossisce…ed il tubo della tracheo si imporpora di sangue. Uno sbuffo di sangue esce dalla canula e scende sulla garza, piccoli rivoli rossi scorrono sulla pelle. Mi guardo attorno e trovo delle garze sterili, ne prendo una e comincio ad asciugare quel sangue. Giunge una brava infermiera e mi dà una mano. Guardo quel sangue e guardo Mamma… mi metto a parlare con l’infermiera, giunge anche il medico e con uno sguardo sereno mi rassicura: “Don Gigi, non si preoccupi, non è nulla!” Ora cambiamo la medicazione e puliamo… Va tutto bene, sia sereno! Mamma si sta riprendendo…” Quelle parole riportano la pace nel mio cuore in tempesta. Mentre parlo con loro meccanicamente metto la garza intrisa di sangue in tasca con gli occhi lucidi di lacrime. Giunto a casa prendo quel pezzo di garza impregnato di sangue e lo metto in una minuscola teca di metallo, con un piccolo laccio me la metto al collo. Ora quel sangue è vicino al mio cuore e in questo modo supero nella preghiera continua per Mamma una distanza di 680 chilometri e mi porto vicino a Lei”.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
O divino Redentore, con quale trasporto hai abbracciato la croce, che da lungo desideravi! Essa pesa sulle Tue spalle piagate, ma viene sostenuta da un cuore pieno di amore.
I grandi Santi hanno capito così profondamente il valore salvifico della croce da esclamare: «O patire o morire!». Concedi a noi di accogliere almeno il Tuo invito a portare la croce dietro di Te. Tu hai preparato una croce su misura per ciascuno di noi. Abbiamo davanti alla mente l’immagine di Papa Giovanni Paolo II, che sale la «Collina delle croci» in Lituania. Ognuna di quelle croci aveva una storia da raccontare, storia di dolore e di gioia, di umiliazione e di trionfo, di morte e di risurrezione.

OTTAVA STAZIONE: VENERDÌ’ 9 MARZO 2018

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce. Preghiamo per i dieci bambini che abbiamo adottato a distanza in Kenya. Digiuniamo saltando un pasto

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I 10 bambini in Kenya a Msabaha, Malindi

Meditazione
Simone di Cirene veniva dalla campagna. Si imbatté nel corteo di morte e venne angariato a portare la croce insieme a Gesù. In un secondo tempo, egli ratificò questo servizio, si mostrò felice di essere stato di aiuto al povero Condannato e divenne uno dei discepoli nella Chiesa primitiva. Certamente fu oggetto di ammirazione e quasi di invidia per la sorte speciale di aver sollevato Gesù nelle sue sofferenze.

·       E qui entra in gioco Olinda. Mi fermo davanti al gruppo bronzeo nel quale si vede Simone di Cirene che porta la croce con Gesù. Guardo alla Signora Peruviana che da un anno e mezzo sta a casa con mamma: la cambia e lava quattro volte al giorno, la imbocca, da le medicine, svolge lavori umili con semplicità e sorriso. Olinda viene dalla campagna, viene dalla lontana cittadina di Conima ed è qui in Europa a lavorare per mantenere i suoi tre figli. E’ divenuta per me una seconda sorella alla quale voglio molto bene. Quante cose insegnano le persone che vengono a lavorare in Italia, in Francia ed in Europa per poter mantenere i propri cari. Persone oneste, buone e semplici che con grande serenità compiono lavori che altre persone non svolgerebbero mai. Guardo Olinda e guardo mamma, quanto vorrei assomigliare a loro, alla loro bontà! Quanto vorrei imparare da loro l’umiltà delle cose semplici e piccole. “Monsignore Lei non ha mai provato la povertà in cui vive la mia gente!” “Monsignore non si preoccupi ora ci penso io… molte volte penso che il dolore della mia mamma possa essere pieno di profitto dando lavoro a questa splendida signora che lavora e che tace. Signore che io possa imitare la loro bontà: mi avvicino ad Olinda e le do un grande bacio sulla fronte: “Grazie di cuore Olinda per aiutare la mia mamma a portare la croce!” Ed ecco la sorprendente risposta di Olinda nei giorni seguenti: “Don Luigi, al ver estas fotos me pongo triste y me recuerdo cada momento de los dias tan innolvidables ,que pasamos los tres juntos;y las emociones se acercaban cada vez mas; el de subir al calvario; cada uno de nosotros habiamos dejado todo los pecados que se cometiò en el transcurso de la vida, sobre todo yo ,pienso qiue he cometido tantos pecados,y era justo de subir y hacer la via cruces; te dirè con toda franqueza me siento contenta y feliz por este gran viaje que hicimos, ;olvidarme serà jamas ,nunca, me entiendes ?Don Luigi ,y el recurdo de las terrazas que miramos, en forma silenciosa y con las luces que iluminaban,era el a nocher hermoso.Bueno no quiero cansarte, te dirè hasta la proxima Un beso Olinda”. Ma quali peccati puoi aver fatto cara Olinda?

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera

Caro Gesù, Tu probabilmente hai mostrato al Cireneo la Tua riconoscenza per il suo aiuto, mentre la croce in realtà era dovuta a lui e a ciascuno di noi. Così, Gesù, sei riconoscente a noi ogni volta che aiutiamo i fratelli a portare la croce, mentre facciamo semplicemente il nostro dovere per espiare i nostri peccati. Sei Tu, Gesù, all’inizio di questo circolo di compassione. Tu porti la nostra croce, così che noi siamo resi capaci di aiutare Te nei Tuoi fratelli a portare la croce. Signore, come membra del Tuo Corpo, noi ci aiutiamo a vicenda a portare la croce e ammiriamo l’esercito immenso di cirenei che, pur non avendo ancora la fede, hanno generosamente alleviato le Tue sofferenze nei Tuoi fratelli. Quando aiutiamo i fratelli della Chiesa perseguitata, facci ricordare che, in realtà, siamo noi a essere ancor più aiutati da loro.

NONA STAZIONE: MARTEDÌ’ 13 MARZO 2018

Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Preghiamo per i dieci bambini che abbiamo adottato a distanza in Messico. Niente caffè, neppure la mattina

Meditazione
Le donne, le mamme attingono dall’amore una immensa capacità di sopportazione nella sofferenza. Soffrono a causa degli uomini, soffrono per i loro figli. Pensiamo alle mamme di tanti giovani perseguitati e imprigionati a causa di Cristo. Quante lunghe notti passate nella veglia e in lacrime da quelle mamme! Pensiamo alle mamme che, rischiando arresti e persecuzioni, hanno perseverato a pregare in famiglia, coltivando nel cuore la speranza di tempi migliori.

·       Spingo con fatica la carrozzina, è stata a Gerusalemme, Roma Venezia è una gloriosa carrozzina! Siamo davanti all’incontro di Gesù con le donne di Gerusalemme. Nella vicenda personale di Mamma Santina appare un’altra donna del tutto eccezionale: è mia sorella Carolina! E’ una persona molto semplice e lineare, ma ha un carattere formidabile e robusto che è stato provato dal fuoco della prova più acuta e dura della sofferenza di mamma! E’ Lei che era presente la buia notte dell’arresto cardiaco e che per 109 giorni è andata in Terapia Intensiva, quante nascoste lacrime, quante paure, quanti sospiri per fare il massimo e dare a mamma ogni supporto. Anche oggi Carolina incontra mamma ogni giorno. Dà attente e precise disposizioni ad Olinda, segue con scrupolo e puntualità ogni dettaglio di economia domestica. Con il Dottor Carnicelli e gli altri medici propone con attenzione ogni sorta di cura medica ad Olinda che si occupa della somministrazione dei farmaci. Ha tre figli e molte cose da fare… ma trova tutto il tempo per mamma. “Mamma sono proprio contento che hai una figlia così buona!” Penso a Carolina che non può essere con noi, mi ricordo che un lungo paragrafo del libro è a lei destinato… Su questo Calvario, nel giorno del Venerdì santo, con questo brutto tempo porto nel cuore alla Madonna tutte le sue preoccupazioni.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!

Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù, come Ti sei preoccupato, nonostante i tuoi patimenti, di rivolgere la Tua parola alle donne sulla Via della Croce, fa’ sentire anche oggi la Tua voce consolatrice e illuminante a tante donne sofferenti. Tu le esorti a non piangere su di Te, ma su se stesse e sui loro figli. Piangendo su di Te, piangono sofferenze che portano la salvezza all’umanità e sono quindi causa di gioia. Ciò su cui devono piangere, invece, sono le sofferenze dovute ai peccati, che rendono esse e i loro figli e noi tutti come legni secchi meritevoli di essere gettati nel fuoco. Tu, Signore, hai mandato Tua Madre a ripeterci questo stesso messaggio a Lourdes e a Fátima: «Fate penitenza e pregate per fermare l’ira di Dio». Fa’ che noi finalmente accogliamo con cuore sincero l’accorato appello!

DECIMA STAZIONE: VENERDÌ’  16 MARZO 2018

Gesù è crocifisso. Preghiamo peri dieci bambini  che abbiamo adottato a distanza in Perù. Digiuniamo saltando un pasto

Meditazione
Gesù denudato, inchiodato, in preda a indicibili dolori, deriso dai suoi nemici, si sente perfino abbandonato dal Padre. È l’inferno meritato dai nostri peccati. Sulla croce Gesù è rimasto, non si è liberato. Si sono realizzate in Lui le profezie del Servo sofferente: «Non ha apparenza né bellezza … non splendore … Noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio … Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori» (Isaia, 53, 2.4.6-7).

·       Sono sudato e bagnato di acqua, fa freddo, mi fanno male muscoli ed ossa, quasi siamo alla cima, Mamma ed Olinda pregano con me. In questa stazione non posso dimenticare che il 18 Luglio 2005 sono stato in sala operatoria mentre operavano mia madre ed ho potuto ammirare il suo cuore, il suo vecchio cuore malato e buono, il cuore che mi ha dato la vita e che mi ha fatto nascere… E’ stata un’esperienza indimenticabile che custodisco impressa nel mio cuore.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù crocifisso, non tanto sul Tabor quanto sul Calvario, Tu ci hai rivelato il Tuo vero volto, il volto di un amore che si è spinto fino alla fine. C’è chi per riverenza vuole rappresentarTi coperto dal manto regale anche sulla croce. Ma noi non temiamo di esporTi così come pendevi sul patibolo quel venerdì, dall’ora sesta all’ora nona. La visione di Te crocifisso ci sprona a vergognarci delle nostre infedeltà e ci riempie di gratitudine per la Tua infinita misericordia. O Signore, quanto Ti è costato l’averci amato! Fidandoci della forza che viene dalla Tua Passione, promettiamo di mai più offenderTi. Desideriamo di avere un giorno l’onore di essere messi noi pure in croce come Pietro e Andrea. Ci incoraggia la serenità e la gioia che abbiamo avuto la grazia di contemplare sui volti dei Tuoi servi fedeli, i martiri del nostro secolo.

UNDICESIMA STAZIONE: MARTEDÌ  20 MARZO 2018

Gesù promette il suo Regno al buon ladrone. Preghiamo perEverlyne  una mamma malata di AIDS e la sua bambina Santina  in Kenya.
Nessuna sigaretta oppure spegnere per un giorno il cellulare

Meditazione
Era un malfattore. Rappresenta tutti i malfattori, cioè tutti noi. Ha avuto la fortuna di essere vicino a Gesù nella sofferenza, ma noi tutti abbiamo questa fortuna. Diciamo anche noi: «Signore, ricordati di noi, quando arriverai nel Tuo regno». Avremo la stessa risposta. E quelli che non hanno la fortuna di essere vicini a Gesù? Gesù è vicino a loro, a tutti e a ciascuno. «Gesù, ricordati di noi»: diciamoglielo per noi, per i nostri amici, per i nostri nemici, e per i persecutori dei nostri amici. La salvezza di tutti è la vera vittoria del Signore.

·       Nella Via Crucis di mamma, quante volte Santina ha ricevuto per l’imposizione delle mie mani il sacramento della Riconciliazione. Come il Buon Ladrone ha ricevuto la sicurezza di essere perdonata, sicurezza contenuta come un tesoro nel sacramento della Confessione. In verità mamma che peccati può compiere? Eppure per le grandi occasioni il sacramento della riconciliazione è tornato puntuale: Natale, Pasqua, Assunta, e nei pellegrinaggi per lucrare l’indulgenza plenaria: Roma, Venezia, Gerusalemme, ed ora Lourdes. Mamma si confessa e mi insegna a confessarmi! Grazie Signore!

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!

Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera

Gesù, ricordati di me quando, conscio delle mie infedeltà, sono tentato di disperazione. Gesù, ricordati di me, quando, dopo sforzi ripetuti, mi trovo ancora in fondo alla valle. Gesù, ricordati di me, quando tutti si sono stancati di me e nessuno più mi concede fiducia, e io mi ritrovo solo e abbandonato.

DODICESIMA STAZIONE: VENERDÌ 23 MARZO 2018

La Madre e il discepolo accanto alla croce di Gesù. Preghiamo per i carcerati di Challaplaca in Perù di Las Cruces in Messico e di Mtangani in Kenya. Digiuniamo saltando un pasto

Meditazione
Gesù dimentica se stesso anhe in quel momento supremo e pensa a Sua Madre, pensa a noi. Affida anzitutto Sua Madre al discepolo, come sembra suggerire san Giovanni, o piuttosto affida il discepolo alla Madre? Comunque, per il discepolo Maria sarà sempre la Madre che il Maestro morente gli ha affidato e per Maria il discepolo sarà sempre il figlio che il Figlio morente le ha affidato e a cui sarà spiritualmente vicina soprattutto nell’ora della morte. A fianco poi dei martiri morenti, ci sarà sempre la Madre che sta in piedi, accanto alla loro croce, a sostenerli.

·       Siamo arrivati in cima, è stato un lungo cammino di purificazione, Mamma mi guarda con il suo sguardo buono e mi da una carezza, mi fa un segno di croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto in un rito divenuto ormai tradizione. Olinda mi chiede se ho freddo e se ce la faccio: guardo mamma e la riempio di baci. Questa esperienza è davvero singolare siamo saliti fino alla cima del Calvario e idealmente abbiamo ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sofferenza di mamma, questa sofferenza ci purifica il cuore e ci rende più buoni, ci guardiamo tutti e tre con serenità e gustiamo quel momento di preghiera accompagnati dalle parole del cardinale cinese.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù e Maria, avete condiviso fino in fondo anche la sofferenza: Tu, Gesù, sulla croce e tu, Madre, ai piedi di essa. La lancia ha squarciato il costato del Salvatore e la spada ha trafitto il cuore della Vergine Madre. In realtà, siamo stati noi coi nostri peccati a causare tanto dolore. Accettate il pentimento di noi tutti, che per la nostra debolezza siamo sempre esposti al rischio di tradire, rinnegare e disertare. Accettate l’omaggio di fedeltà di tutti quelli che hanno seguito l’esempio di san Giovanni, che restò coraggiosamente accanto alla croce. Gesù e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù e Maria, assistetemi nell’ultima agonia. Gesù e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.

TREDICESIMA STAZIONE: MARTEDÌ’ DELLA SETTIMANA SANTA 27 MARZO 2018

Gesù muore sulla Croce. Preghiamo  perché la nostra Fondazione con l’aiuto della Associazione cresca e si irrobustisca per il bene dei poveri
spegnere il cellulare per un giorno


Definitivo - LOGO Fondazione
Meditazione
Gesù muore veramente, perché è vero uomo. Consegna al Padre l’ultimo respiro. Oh, com’è prezioso il respiro! Il soffio di vita fu dato al primo uomo, è ridato a noi in modo nuovo dopo la risurrezione di Gesù, affinché siamo capaci di offrire ogni respiro al suo Datore. Quanta paura abbiamo della morte e come siamo tenuti schiavi da questa paura! Il senso e il valore di una vita sono decisi dal come la si sa donare. Già per l’uomo senza fede non è ammissibile che s’aggrappi alla vita perdendone il senso. Per Gesù, poi, non c’è amore più grande di quello di dare la vita per l’amico. Chi è attaccato alla vita la perderà. Chi è pronto a sacrificarla la conserverà. I martiri danno la più alta testimonianza del loro amore. Non si vergognano del loro Maestro davanti agli uomini. Il Maestro sarà orgoglioso di loro davanti a tutta l’umanità nell’ultimo giorno.

·       In cima al Calvario, con la carrozzina stretta nelle mie mani, guardo al Cristo sulla croce ed immagino la smorfia di morte di mamma nella notte dell’arresto cardiaco. Solo Carolina c’era, solo Carolina può ricordare, nel cuore di Carolina è chiuso il segreto. Mons. Carlo Mazza sostiene che in quella notte di morte, mamma è entrata in Paradiso ed ha visto il Suo Gesù. L’incontro con il Signore Risorto ha fatto si che nella rianimazione del Dottor Moreno Favarato la smorfia di morte si trasformasse in sorriso di vita, quell’impagabile sorriso con il quale mamma guarda la vita sempre ed ostinatamente. La sua morte ha già prodotto in Lei paradiso, è quella profonda serenità che custodisce nel suo cuore nonostante la dura prova della malattia e dell’invalidità. Il sorriso di Santina lo si capisce solo al termine di un lungo calvario e di una costante volontà di fede e preghiera con la quale ha vissuto la terribile prova. Che questa Via Crucis, mio Dio trasformi la mia smorfia di morte in un potente sorriso di vita. Amen

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Gesù, Tu hai preso la vita umana proprio per poterla donare. Indossando la nostra carne di peccato, Tu, Re immortale, sei diventato mortale. Accettando la morte più tragica e oscura, frutto estremo del peccato, Tu hai posto l’atto supremo di completa fiducia nel Padre.

In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum.

QUATTORDICESIMA STAZIONE: VENERDÌ’ SANTO  30 MARZO 2018

Gesù è deposto dalla croce nel sepolcro. Preghiamo perché la nostra Associazione possa avere sempre soci qualificati e disponibili e si possa giungere a grandi numeri di partecipazione attiva. Digiuniamo saltando un pasto e non mangiamo carne

 CASA SANTA MARTAMeditazione

Gesù ha scelto non di scendere vivo dalla croce, ma di risorgere dal sepolcro. Vera morte, vero silenzio, la Parola di Vita tacerà per tre giorni. Immaginiamo lo smarrimento dei nostri progenitori davanti al corpo esanime di Abele, la prima vittima della morte. Pensiamo al dolore di Maria, che accoglie sul suo seno Gesù ridotto a un cumulo di piaghe, verme piuttosto che uomo, non più capace di ricambiare lo sguardo d’amore di Sua Madre. Ora ella deve consegnarlo alle gelide pietre del sepolcro, dopo averlo affrettatamente pulito e composto. Ora c’è solo da aspettare. Sembra interminabile l’attesa del terzo giorno.

·       La via Crucis sta per finire, il sole sta tramontando dietro i freddi Pirenei. Il nostro cammino della croce è durato un’ora, un’ora di fatica, di preghiera di riflessione e di ricordo. Una meravigliosa esperienza che rimarrà sempre imprigionata nelle righe di questa carta e nelle righe dei nostri cuori, in quello di mamma, in quello di Olinda ed anche nel mio. Sono molto contento di questo cammino di purificazione. Tolgo la madida maglietta inzuppata di sudore ed acqua, Olinda mi porge dei caldi panni e abbraccio forte mamma e Olinda! Grazie Gesù per questo meraviglioso cammino. La gente ci guarda commossa e si congratula con noi. In questa ultima stazione non posso non ricordare il bellissimo pellegrinaggio a Gerusalemme dove il 9 di Ottobre mamma ha ricevuto la santa Unzione. Le donne andranno al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. In quel solenne giorno a Gerusalemme dopo aver unto mamma con l’olio dei malati composto di olio di oliva e costoso nardo, ho deposto mamma sulla pietra della Risurrezione, quasi a sigillare con una sorta di testamento spirituale il lungo e duro cammino di sofferenza. Quasi a dare senso e significato al dolore ed alla morte nella risurrezione di Gesù. Oggi siamo a Lourdes, guardo mamma e capisco che se a Gerusalemme in quella occasione mamma mi aveva insegnato che Roccia del cuore è solo Dio, qui a Lourdes, al termine di questo sacro percorso, guardando i suoi limpidi occhi capisco che Beati sono i puri di cuore perché vedono Dio! La chiesa che in Cina soffre e che ha accompagnato la nostra salita al Calvario ne è una prova e gli occhi di Mamma sono la conferma.

Adoramus te Christe ed benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum!
Recitiamo un Pater – Ave – Gloria

Preghiera
Signore, i tre giorni ci sembrano tanto lunghi. I nostri fratelli forti si stancano, i fratelli deboli scivolano sempre più giù, mentre i prepotenti si ergono spavaldi. Da’ perseveranza ai forti, Signore, scuoti i deboli e converti tutti i cuori. Abbiamo noi ragione ad avere fretta e pretendere di vedere subito la vittoria della Chiesa? Non è forse la nostra vittoria che siamo ansiosi di vedere? Signore, rendici perseveranti nello stare accanto alla Chiesa del silenzio e nell’accettare di scomparire e morire come il chicco di grano. Facci sentire sempre la Tua parola, Signore: «Non abbiate paura! Io ho vinto il mondo. Non manco mai all’appuntamento. Sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo». Signore, aumenta la nostra fede!

Concludiamo con il canto della  Salve Regina
E RICORDA CHE LA VIA DELLA CROCE E’ LA VIA DELLA LUCE!

Che ne dici, come è andata la tua preghiera?…fammi sapere: ci tengo molto!! DON GIGI