Viaggi di Solidarietà

KENYA HIV 15-24 SETTEMBRE 2017


Viene qui riportato il Viaggio di solidarietà in Kenya, che si svolge dal 15 al 24 settembre 2017 ed ha come obiettivo 2 programmi per la lotta all’HIV: dieci bambini in adozione a distanza sieropositivi e un programma di cura di HIV per 55 pazienti. Ecco il video che promuove il Viaggio dal titolo Incontrare la malattia per curare la nostra Infermità:

 

Nonna Santina nel villaggio di Mida ottobre 2011
Il nostro Viaggio è divenuto missionario nell’incontro con la gente dei villaggi di Watamu. Più che l’esperienza del safari per noi era di grande interesse l’incontro con la gente del posto. Chiedo in albergo di poter incontrare il parroco cattolico della zona e lo invito a pranzo. Il sacerdote africano si chiama Don Peter ed acconsente subito a portarci con la sua macchina in visita ad alcuni villaggi. Questo è il cuore del nostro viaggio in Kenya e sono profondamente commosso al pensiero che mia Madre, con la sua complessa situazione di sofferenza, ancora una volta divenga la porta per entrare nella sofferenza di altre persone. Lasciamo il nostro albergo e dopo alcuni chilometri di strada asfaltata entriamo in strade sterrate, guardo Santina ed esclamo: “Mamma chi avrebbe mai pensato di venire qui con te?”.

Santina ed Olinda ridono divertite. Siamo in un sentiero che ci conduce verso il primo villaggio che visitiamo. La natura è lussu­reggiante. La macchina si ferma ai margini di un piccolo centro abitato: Olinda scende dalla macchina e un piccolo bambino le prende una gamba. La donna peruviana esclama: “Santina, Don Luigi: guardate!”. Un bellissimo piccolo bambino dagli occhi grandi ci fissa. Siamo bianchi e forse il colore della nostra pelle lo spaventa. Giungono altri bambini e bambine, alcuni ragazzi. La popolazione africana è molto giovane e la media del continente è quella dei 25 anni: è una terra piena di bambini e di giovani e con pochi anziani e questo è in un grande contrasto con l’Euro­pa piena di anziani e povera di bambini.

Con molta calma facciamo scendere Mamma dalla macchina e la metto seduta sulla sua carrozzina. I bambini si stringono con molta curiosità attorno alla vecchietta sorridente. Prendo il piccolo bimbo che sembra avere la bocca ammalata da un’in­fezione e lo pongo in braccio a mia Madre, ma forse per la sedia a rotelle, forse per il colore della nostra pelle scoppia a piangere e scappa dalla sua mamma. Scene di questo genere ti entrano nel cuore e non ne escono più! Attorniati dai bambini e dalle donne del villaggio visitiamo una povera capanna. Spingo lentamente la carrozzina di Mamma dentro uno di questi tuguri. Sono capanne fatte di fango con il tetto di foglie di palma, non vi è acqua, non vi è elettricità e i servizi igienici sono comuni al centro del villaggio. Le donne per avere acqua devono fare diversi chilometri a piedi con taniche di plastica sulla testa per prendere acqua dai pozzi. Nelle case la sera si accendono le lampade a olio e la miseria è dilagante.

Una gallina ha la zampa legata contro una porta perché non scappi, ha attorno i suoi pulcini. Vicino alla capanna tra quattro pietre un fuoco riscalda l’acqua per farla bollire. Molti dei problemi di salute di questa gente dipende da acqua non potabile che porta malattia. Con mia Madre giriamo il piccolo villaggio. Fuori da un’altra capanna troviamo due bambini che nei loro stracci dormono su di una stuoia per terra. Si avvicina a noi la loro mamma, dall’età sembra avere più o meno 18-20 anni. Che terribile povertà! Riprendiamo il nostro viaggio: in due giorni visiteremo sei villaggi, e giungiamo a Mida. Un coro di giovani ci dà il benvenuto con un canto molto bello. Don Peter ci fa salutare qualche catechista. A Mida vi è una chiesetta che svolge una duplice funzio­ ne: oltre a quella religiosa come luogo di preghiera e celebrazione dei sacramenti, la cappella si trasforma in un’aula scolastica che accoglie tanti bambini. Vicino alla chiesa vi è un orfanotrofio che in questi ultimi anni è aumentato nel numero e da 60 è pas­sato ad ospitare 250 bambini. Il numero è davvero grande. Il terzo complesso è costituito dal dispensario medico, dove la povera gente giunge per ricevere medicine e talvolta un po’ di cibo.

Bei ricordi con Santina in una capanna a Watamu nell’ottobre 2011

Il villaggio è in mezzo al verde qui in Kenya. Non lontano da noi una donna sta zappando la terra, mentre un’altra raccoglie i gusci delle noci di cocco da un grande mucchio per accendere il fuoco. Con sorprendente agilità un uomo si arrampica come una scimmia su di un’alta palma e scende con alcune noci di cocco. Con il machete le pulisce e poi pratica un foro che ci concede di bere lo squisito latte di cocco; Mamma con difficoltà ne assaggia alcune gocce… La gente qui è davvero buona ed ospitale. Il parroco africano con modi gentili mi prende da parte e inizia il suo discorso: “Don Gigi, vedi dove quella donna sta zappando la terra? Lì vorrei costruire un dispensario più grande, che pos­sa soddisfare le esigenze dei tanti bambini orfani e della povera gente che ogni giorno dalle sue capanne qui fa la fila per avere semplici medicine come disinfettanti intestinali, antibiotici e vitamine. Ma prima di fare questo è necessario fare un’altra cosa. Il nuovo Vescovo di Malindi mi ha detto che ora che l’orfanotrofio è così grande vorrebbe avere la presenza di tre suore qui nel villaggio: due infermiere ed una maestra. Avremmo pensato di allog­giare le suore nel piccolo dispensario che abbiamo ora, ma per fare questo devo ristrutturare il dispensario e trasformarlo in una casa che accolga le tre suore e in più una camera per ospiti”. Guardo negli occhi il prete nero e guardo in lontananza Santina e Olinda vicine al nostro autista che salutano alcuni bambini. “Don Peter c’è una persona che qui ti può aiutare, sai come si chiama? Si chiama Santina, mia Madre! La vicenda del dolore di Santina ci ha condotto in Africa e da alcuni anni ci conduce in giro per il mondo. Mia Madre mi prende per mano e mi conduce a vedere povertà, miseria e sofferenza.

Bei ricordi con Santina in una capanna a Watamu nell’ottobre 2011

Il senso della sua Vita in questi ultimi anni risiede nella preghiera e nella carità fecondate dal suo dolore ogni giorno offerto senza mai un lamento”. Don Peter guarda incuriosito Santina e mia Madre con la sua manina in quel momento lo saluta con un grande sorriso. “Che bel sorriso ha tua Madre Don Gigi! Ma come può aiutarci una donna disabile?”. “Vedi la sua storia è entrata in alcuni libri. Proprio nel mese di luglio ho firmato un nuovo testo su di Lei che si intitola Quando sono debole è allora che sono forte. Nel mese di settembre ad Assisi abbiamo avuto la presentazione del libro e abbiamo venduto tantissime copie. I proventi di quella vendita sono tuoi, per la casa delle tue suore”. Il sacerdote commosso va verso Santina e dà un bacio sulla sua fronte: “Grazie Signora di essere qui, grazie per finanziare con la sua sofferenza la ristrutturazione della casa delle suore qui a Mida. Le svelo un segreto: molte volte ho condotto visitatori e amici generosi a visitare i nostri villaggi. Normalmente sono persone ricche, in piena salute e giovani: la­sciano ai bambini due caramelle, qualche euro e poi vanno via, altri sono invece più generosi: ma mai una signora così anziana di 86 anni, così malata e disabile e di umili condizioni ha fatto visita ai nostri villaggi. Santina, Lei non è venuta qui a portare la sua ricchezza, ma la sua sofferenza e la sua preghiera: provo ammirazione per Lei”. A quel punto mia Madre con estrema fatica, alza il braccio destro. Trema, fa fatica a controllare il suo gesto. La mano si avvicina al sacerdote nero, Don Peter capisce ed avvicina il suo volto… Lentamente e con estrema dolcezza Santina dà una leggera carezza al parroco, il giovane sacerdote con le sue mani nere accoglie la mano bianca e stanca di Mamma e con devozione bacia la sua mano. Questa scena vale più di mille parole e di tutti i diari che si possono scrivere; con Olinda gustiamo questi istanti e li conserviamo nel cuore. Anche io mi chino su Mamma e le do una carezza.

PROGRAMMA 25MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’
AMICI DI SANTINA ZUCCHINELLI ONLUS
KENYA, 15-24 SETTEMBRE 2017

GIORNO MATTINO POMERIGGIO
Venerdì
15 settembre

Viaggio intercontinentale Italia – Francia -Kenya

 

ORE 4,00 CELEBRAZIONE S. MESSA INIZIO 25MO VIAGGIO DI SOLIDARIETÀ

Ore 6,40 AF 1005 Roma Fiumicino – Parigi ore 8,50

Ore 12,00 AF 8002 Parigi – Nairobi ore 21,05

Ore 23.45 AF8006 Nairobi – Mombasa Ore 00,45

 

Sabato
16 settembre
Ore 2,00 -4,00 Trasferimento con Jimmy a Watamu
Riposo e pranzo
Santa Messa e Cena a Watamu
Pomeriggio incontro con Jimmy e Doreen
Domenica
17 Settembre
Santa Messa a Watamu e programma della settimana con Jimmy e Doreen Visita alla piccola Santina e nuova casa di Doreen
Cena a Malindi
Lunedì
18 Settembre
Santa Messa a Watamu
Ore 9,00 Visita al Carcere di Mtangani e preparazione per trofeo Santina in carcere di Giovedì 21 settembre

 

Acquisto del trofeo Santina e visita alla gente che vive di spazzatura a Malindi
Visita casa di Jimmy
Cena e pernottamento a Malindi
Martedì
19 Settembre
Ore 10,30 Inizio incontro con rappresentante di Uskiriano Center e verifica di rapporto problematico con loro
Rientro a Watamu
Pomeriggio di riflessione e conclusione dolorosa rapporto con Centro Uskiriano
Santa Messa e pernottamento
Mercoledì
20 Settembre
Ore 9,00 Partenza per Lango Baya
Visita alle classi e incontro con i bambini
Pranzo con i padri insieme con Simonetta
Ore 14,00 Visita a James e la storia di HIV per Instant book N 11
Giovedì
21 Settembre
Ore 9,00  Santa Messa a Watamu e partenza per Malindi con Simonetta preparazione trofeo Santina Ore 14,00 Trofeo Santina Mtangani Prison
 Cena a Watamu con Jimmy e pernottamento nella capanna  di Santina
Venerdì
22 settembre
Ore 9,00 Santa Messa a Watamu, redazione Instant book e partenza ore 12 per Malindi
Visita uomini che vivono nella spazzatura
PROGETTO AULA SCOLASTICA A LANGO BAYA
Ore 14,00 visita ospedale, clinica per malati di HIV
Cena di festa con Jimmy e Doreen
Sabato
23 settembre
Ore 9,00 Santa Messa in Cattedrale, partenza per carcere di Mtangani e chiusura definitiva del progetto per il dispensario delle carceri Preparazione bagagli . saluti alla piccola Santina
Ore 17,00 Partenza per Mombasa
Ore 21,25 AF 8009 Mombasa – Nairobi ore 22,25
Domenica
24 settembre
Viaggio Intercontinentale
Kenya – Francia -Italia
Ore 23.59 AF 8003 Nairobi – Parigi ore 7,35
Ore 9,15 AF 1504 Parigi – Roma ore 11,20
ORE 17,30 BASILICA DI SAN PIETRO SANTA MESSA E CONCLUSIONE 25MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’

I bambini del Kenya attorno a noi fanno festa… Spingo la carrozzina sul sentiero di terra battuta e giungiamo alla cappellina. Entriamo. Un gruppo di bambine sta recitando il rosario alla statua di una piccola Madonnina di Lourdes. Mi colpisce molto questa pre­ghiera così fervorosa in mezzo alla miseria e mi infonde una profonda luce interiore. Forse quella preghiera così intensa e devota vale più di molte preghiere frettolosamente recitate in Europa in chiese pulite, riscaldate d’inverno e raffreddate d’estate. La pre­ghiera di chi vive in miseria ha una sua nobile forza che è capa­ce di arrivare diritta al cuore di Dio. Santina appare stanca. Le ultime ore del caldo pomeriggio lasciano il posto ai primi rossori del tramonto; chiedo a Don Peter di riaccompagnarci a casa, la strada non è lunga ma non è come le belle strade italiane e pur tentando di proteggere Mamma e la sua fragilità, gli scossoni sono tanti in queste strade tra le palme e le felci. Guardo Mamma, i suoi occhi sono stanchi, ma altresì pieni di pace. Giungiamo in albergo, rinfreschiamo Mamma e la cambiamo e dopo una doccia ristoratrice usciamo nel nostro curato giardino tropicale. È l’ora della preghiera: celebriamo la Messa nella quale ricordiamo i tanti bambini in miseria, faccia­mo la Comunione, recitiamo il rosario e la nostra orazione quella sera sembra colorarsi della bella esperienza vissuta a Mida. Dopo la cena, con le preghiere della sera concludiamo la giornata. Faccio fatica ad addormentarmi: molti poveri, moltissimi bambini stanno forse piangendo o soffrendo nelle loro malsane abitazioni. Il gesto di carità che Santina ha provocato in quella giornata è l’unico e forte antidoto alla mia ansia, tanto più forte se penso alla sofferenza ed alla preghiera che lo ha prodotto, quella della mia anziana Mamma di 86 anni, giunta malata in uno sperduto villaggio del Kenya.